Calendario dell'Avvento Astronomico

Makemake

Il sorpendente Makemake.

Anche qui, come per il caso di Haumea, in fondo parliamo di “cose nuovissime”. Almeno nel senso della scoperta, beninteso, e della caratterizzazione. Makemake è stato trovato nel 2005, in data 31 marzo. Per la precisione, la scoperta si deve ad un gruppo di ricerca dell’Osservatorio di Monte Palomar condotto da Michael Brown. E segue di appena due giorni quella dell’altro quasi pianeta, appunto Haumea.
A rifletterci, si potrebbe anche rimanere esterrefatti, sul fatto che l’umanità sia entrata nel nuovo millennio ancora senza nulla sapere di Makemake, visto anche la sua notevole luminosità: infatti risulta essere il secondo oggetto della fascia di Kuiper per luminosità dopo Plutone. Per quanto riguarda le dimensioni, si ritiene che Makemake sia il terzo oggetto transnettuniano, dopo Plutone ed Eris. Insomma, grande e luminoso, fuori ormai da ogni dubbio. Tra l’altro, le sue dimensioni sono state accertate con precisione tramite un’occultazione stellare avvenuta nel dicembre del 2011, così che ci appaiono dati ragionevolmente certi.
L’occultazione è risultata particolarmente importante, per i ricercatori. Nel mentre che Makemake passava davanti a una stella lontana, occultandone la luce, gli scienziati hanno potuto “correggere il tiro” su alcune ipotesi che venivano fatte su questo elusivo pianetino. Intanto, l’atmosfera: si pensava che ne avesse una abbastanza “importante”. Invece, il fatto che la luce della stella scomparisse e ricomparisse in modo molto netto, al passaggio di Makemake, ci ha fatto capire che l’atmosfera di questo pianetino è, al più, molto molto tenue. Un dato curiosamente divergente dai modelli che avevano costruito gli astronomi, sulla base delle conoscenze a loro disposizione. Una cosa è risultata chiara: molto dobbiamo ancora imparare dallo studio di questi piccoli corpi, ancora pieni di intriganti incognite.
E infatti, su Makemake le scoperte continuano a fiorire, gettando piano piano luce su questo elusivo corpo ghiacciato che si muove nelle periferie del Sistema Solare. Ad esempio, grazie alla Wide Field Camera 3 del Telescopio Spaziale Hubble e al suo notevole potere risolutivo, nel 2015 si è riusciti a individuare un corpo celeste in orbita intorno a Makemake. Sì, Makemake ha una sua luna, si chiama MK 2, ha una luminosità 1300 volte inferiore a quella del pianetino intorno al quale orbita, e si stima che il suo diametro sia intorno ai 150 km (in pratica, il decimo delle dimensioni stimate per il diametro di Makemake). La scoperta di MK2 è stata annunciata il 26 aprile 2016 su un bollettino specializzato.
Gli studiosi sono al lavoro per comprendere come la “nuova” luna di Makemake possa aiutarci a definirne meglio le caratteristiche. Per un Sistema Solare che non smette di stupirci, anche nel nuovo millennio. E ogni evidenza porta a ritenere che le sorprese, anche per la zona di universo a noi più prossima, siano tutt’altro che terminate.

makemake

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Makemake
Pianeta nano roccioso
Semiasse maggiore: 6850200000 km = 45,791 UA
Massa: 3×10 × 1021 kg
Dimensioni: (1502 ± 45) × (1430 ± 9) km
Densità media: (1,7 ± 0,3) × 103 kg/m3
Albedo: 0,77 ± 0,03

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