Alessandro Bianconi

Ammasso globulare M13

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Ammasso globulare M13. Foto scattata l’11 giugno del 2020.

Come l’ho realizzata

Il bellissimo ammasso globulare di M13 nella costellazione di Ercole qui rappresentato è stato ottenuto attraverso uno Schmidt Cassegrain da 14″ F11 della Celestron (356mm) portato a F1,9 (687mm di focale) grazie ad un sistema di lenti chiamato Hyperstar che permette così di fotografare qualsiasi oggetto debole con tempi di posa decisamente ridotti.
Nello specifico la foto scaturisce dalla somma di 21 pose da 300 sec cadauna tutte ottenute senza inseguimento grazie alla precisione della montatura equatoriale utilizzata (10Micron GM2000HPSII) che lavora con l’ausilio di encoder e di un modello di allineamento realizzato sul cielo a 56 stelle.
La camera utilizzata è una ASI2600MC (camera a colori) che è caratterizzata da un basso valore di dark current noise e da un’alta efficienza quantica. I 687mm di focale abbinati ai pixel da 3,76 micron della ASI2600 determinano un buon campionamento di 1,13 arcsec/pixel che permettono di risolvere interessanti dettagli del core dell’ammasso.
Unico neo di questa ripresa è stato il cielo sicuramente non all’altezza della strumentazione. Il forte inquinamento caratteristico della location da dove riprendo (Dolianova, hinterland nella città Metropolitana di Cagliari che conta 431.000 abitanti) rende difficoltoso il processing del raw in particolare a causa dei numerosi gradienti da inquinamento luminoso.

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Nasce nell’aprile del 1980 a Lanusei (Ogliastra) e dopo aver conseguito la maturità scientifica, si trasferisce a Viterbo per intraprendere il percorso universitario laureandosi nel 2004 in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi della Tuscia.
Dopo tanto girovagare per l’Italia ha finalmente trovato una “fissa dimora” presso il piccolo paese di Dolianova, posto a 14 km da Cagliari.
“Astrofotograficamente” parlando si è specializzato nella ripresa in HiRes della ISS, dei principali Pianeti, Luna e del Sole nelle tre bande dell’Ha/WL/Cak.
Negli ultimi anni, complici le non favorevoli declinazioni dei principali Pianeti, ha incominciato a dedicarsi anche alla ripresa degli oggetti DeepSky, grazie anche all’ausilio del sistema Hyperstar che permette di catturare una quantità prima inimmaginabile di fotoni attraverso il velocissimo rapporto focale del setup (F1,9).

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