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L’astronomia all’epoca di Dante Alighieri

Per il DanteDì 2021, proponiamo dei percorsi didattici sull'astronomia ai tempi di Dante Alighieri e della Divina Commedia.

Aggiornato il 29 Marzo 2021

EduINAF: percorsi didattici sull'astronomia nella Divina Commedia di Dante Alighieri

Descrizione

Il viaggio ultraterreno di Dante Alighieri narrato nella Divina Commedia viene tradizionalmente fatto iniziare il 25 marzo, giorno durante il quale si celebra il Dantedì, istituito nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. In particolare, nel 2021 ricorre il settecentesimo anniversario della morte del poeta, avvenuta nel 1321 nella notte tra il 13 e il 14 settembre. Abbiamo dunque deciso di proporvi tre percorsi didattici differenziati (per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado e per quella di secondo grado) che hanno come obiettivo quello di unire Dante e l'astronomia della Commedia con delle attività didattiche specifiche, multidisciplinari e laboratoriali.

I percorsi proposti da EduINAF sono patrocinati dal Comitato Dante 700 e presentati tra le iniziative presentate sul Sito Dante 2021 dei Beni Culturali.

I tre percorsi sono consultabili alle schede specifiche:

Introduzione

Il presupposto del percorso didattico che vi proponiamo è la consapevolezza che, come ci ha insegnato Dante, scienza e poesia non si contrappongono, ma sono due modi diversi di vedere e descrivere il mondo, integrandosi in maniera simbiotica e naturale.

Dante è il sommo poeta della letteratura italiana, letto in tutto il mondo.
L'intellettuale fiorentino fu anche uomo di scienza e la sua Commedia non fu solo un'opera di poesia, ma costituì la "summa delle conoscenze" del tempo, una sorta di enciclopedia di tutto il sapere e sintesi culturale del Medioevo.
Attraverso continue elaborazioni, il sapere di Dante mescolava la teologia, la filosofia, la fisica aristotelica e l'astrologia, il tutto presentato in forma simbolica e allegorica, quella del parlar velato, del nascondere sotto il velame de li versi strani i veri significati.

La passione di Dante per l'astronomia è presente nelle sue maggiori opere.

Nel Convivio, II, 13, afferma:

E questa [l’astronomia] più che alcune delle sopradette (scienze) è nobile e alta per nobile subietto, che è de lo movimento del cielo, e alta e nobile per la sua certezza, la quale è senza difetto, sì come quella che da perfettissimo e regolarissimo principio viene. E se difetto in lei si crede per alcuno, non è da la sua parte, ma, sì come dice Tolomeo, è per la negligenza nostra, e a quella si dee imputare

Parafrasando Dante, dunque, l'astronomia è una scienza perfetta e se la si ritiene ostica o si trovano in essa imperfezioni, la causa è da ricercarsi nella nostra negligenza.

Nella Commedia il poeta ricorre all'astronomia, designata come astrologia secondo l'uso corrente del suo tempo, per legare in un certo qual modo alla realtà il suo viaggio simbolico e allegorico, una sorta di punto di riferimento, di bussola per l'orientamento. Le sue conoscenze di astronomia derivano dalla lettura delle opere di antichi autori e l'astronomia della Commedia è basata sul sistema tolemaico, con la Terra immobile al centro dell'Universo, intorno alla quale ruotano Sole e Luna e, mediante moti su epicicli e deferenti, i cinque pianeti all'epoca conosciuti.

Un viaggio tra le stelle con Dante è un'esperienza unica perché non solo ci permette di seguire l'itinerario ultraterreno e metafisico compiuto dal sommo poeta, ma perché ci fa scoprire le reali sue conoscenze astronomiche, derivategli dallo studio dell'astronomia antica. L’osservazione del cielo lo affascinò più di ogni altra cosa e nel poema sacro disseminò di stelle il suo percorso.
Dante amava le stelle, le conosceva, le studiava, le contemplava e certamente i suoi occhi erano pieni di stupore nel rivolgersi ad esse. Non a caso egli scelse la parola stelle per chiudere, come con uno stemma gentilizio, le tre cantiche della Commedia.