Scoperte La scienza con i supereroi

Misfits of Science: La scienza va in caravan

Fa caldo e sentiamo il bisogno di rifrescarci. E allora ecco la breve storia di una serie televisiva di supereroi che ha rischiato di essere bloccata dalla Marvel!

Misfits of science posterUn tempo, nemmeno troppo lontano, le serie televisive esordivano non con il primo episodio, ma con un cosiddetto pilot, un episodio pilota realizzato per tastare prima di tutto l’interesse di case di produzione e network televisivi, e quindi il polso del pubblico. Molte serie si sono bloccate al solo pilot, mentre altre sono riuscite a superare questo primo scoglio, ma una in particolare ha rischiato, nonostante l’iniziale buona accoglienza di pubblico e critica, di non poter più comparire in tv, e questo per un problema legale con uno degli editori di supereroi mainstream statunitensi: la Marvel Comics!

Supereroi a zonzo

Il genere on the road è piuttosto diffuso nella letteratura statunitense, e nemmeno le storie di supereroi ne sono esenti. Tra i personaggi che più sono andati “a zonzo” c’è sicuramente Freccia Verde, che conta diverse storie di genere, ma anche lo stesso Superman con la relativamente recente Grounded.
Evidentemente James Parriott aveva in mente proprio una storia on the road con i supereroi, proprio come quelle di Freccia Verde. E infatti Misfits of Science raccontava, con lo stile della commedia, le gesta di un gruppo di tre supereroi che a bordo di un caravan andavano in giro per gli Stati Uniti a risolvere situazioni particolari che solo i supereroi potevano risolvere. Utilizzando anche la scienza.

Misfits of science truck
Il “mezzo” dei Misfits of Science – via imcdb.org

D’altra parte uno dei protagonisti era Billy Hayes, interpretato da Dean Paul Martin, giovane ricercatore dello Humanidyne Institute, in qualche modo responsabile della creazione dei supereroi di questo gruppo un po’ scalcagnato.
I tre supereroi in questione erano Elvin Lincoln, interpretato da Kevin Peter Hall, collega di Billy e con il potere di ridurre le sue dimensioni per 15 minuti fino a un minimo di 6 pollici (qualcosa come 15 centimetri) grazie a una semplice pressione su un nervo posto sul retro del collo, un po’ come il fisico Ray Palmer della DC Comics (solo che quest’ultimo utilizza una cintura dotata di un particolare cristallo).
Poi c’era John Bukowski, interpretato da Mark Thomas Miller, un musicista rock che ha acquisito il potere di manipolare l’elettricità, sprigionandola dalle mani, un po’ come Electro, storico avversario di Spider-Man. Inoltre è costretto a indossare degli occhiali scuri per non far notare i suoi occhi brillare, quasi come Ciclope degli X-Man (anche se in quel caso gli occhiali servono per contenere i raggi laser). Quando poi raggiunge la carica massima, può addirittura scagliare fulmini, sempre come Electro, e correre a velocità sovrumane, un po’ come Quicksilver (il velocista della Marvel, che, per quanto veloce, è comunque più lento di Flash).

Misfits of science electro
Mark Thomas Miller in una scena del serial

L’ultimo componente è Gloria Dinallo, interpretata da Courteney Cox, una diciassettenne in libertà vigilata con poteri telecinetici, un po’ come la Kitty Pride degli X-Man o il Superboy di quegli anni, che era un clone di Superman.
A questo gruppo si aggiungeva anche Jane Miller, interpretata da Jennifer Holmes, che era l’agente di vigilanza di Gloria.
In effetti, in origine, sarebbe dovuto esserci nel gruppo anche un quarto individuo dotato di superpoteri, un addetto alla manutenzione dotato di superpoteri. Solo che Parriott e la produzione del serial furono costretti a toglierlo dal cast a causa delle pressioni proprio della Marvel.

Un uomo di ghiaccio dal passato

Misfits of science topo congelato
La scoperta di un topo congelato che prelude all’arrivo di Iceman

Arnold Biefneiter, interpretato da Mickey Jones, lavorava come operaio della manutenzione presso i magazzini di Howard Hughes quando, in un giorno del lontano 1937, spinto dalla curiosità, apre un misterioso armadio. Rimasto intrappolato al suo interno, si ritrovò congelato: quella, infatti, era una camera criogenica sperimentale. La camera si apre solo cinquanta anni più tardi, proprio mentre due addetti alla sicurezza si trovano a passare da quelle parti.
Dopo una serie di peripezie, Biefneiter viene arruolato da Billy per entrare dentro i Misfits of Science, ma c’era un problema: il suo nome da battaglia era IceMan, come il componente degli X-Men.
La cosa, ovviamente, non piacque alla Marvel e questo nonostante le più che evidenti differenze tra i due personaggi. Arnold, infatti, proprio come il Mr. Freeze della DC Comics (storico avversario di Batman), non poteva sopravvivere più di qualche minuto fuori dalla tuta che avevano sviluppato per lui allo Humanidyne Institute. Eppure, come ben sanno anche quelli della DC Comics (per esempio nel caso di Bumblebee), i nomi sono spesso più importanti delle caratteristiche, e così Arnold comparve solo nel pilot della serie dopo essere stato eliminato dalla storia in tutta fretta (e probabilmente anche con qualche salto mortale dal girato dei primi episodi).

Guida al congelamento di un essere vivente

Misfits of science iceman
Iceman nel suo scafandro

Come scritto poco sopra, Arnold rimase intrappolato in una camera criogenica per un’ottantina di anni, uscendone per caso ancora vivo e vegeto e con il potere di abbassare la temperatura dell’ambiente circostante, come capitato al povero autista dell’auto che lo stava trasportando, in fin di vita, allo Humanidyne Institute.
La progettazione di una camera criogenica ricade nell’ambito di studi della criogenia, branca della scienza che si occupa delle basse temperature. Detta così, però, manca di precisione. Per stabilire i limiti della criogenia ci volle il 13.mo Congresso internazionale della refrigerazione tenutosi a Washington nel 1971: in quella sede si decise che al di sopra di 120 K (-153.15 °C) si parla di refrigerazione, mentre al di sotto si parla di criogenia.
Dal punto di vista tecnologico, le tecniche criogeniche si basano sui superconduttori e sulla loro capacità di portare a temperature estremamente basse come quelle di cui sopra con un dispendio di energia relativamente contenuto. Se consideriamo che la scoperta di tali proprietà risale al 1908 grazie a Heike Kamerlingh Onnes, non deve stupire che gli ideatori di Misfits of Science immaginarono una camera criogenica sperimentale già per il 1937.
Possiamo, poi, immaginare che ci siano proprio dei superconduttori, magari attraversati da azoto liquido, come nella tuta di Mr. Freeze, all’interno dell’armatura che mantiene a temperatura controllata lo sfortunato Arnold.
Altro tema interessante che introduce il buon IceMan è quello di come le basse temperature influenzano i tessuti viventi. Ciò è oggetto della branca dello biologia nota come criobiologia.
In questo campo si studiano, tra le altre cose, le tecniche di conservazione a bassa temperatura presenti in natura, come nei batteri, nelle piante, ma anche negli animali. E poi si sviluppano anche tecniche di crioconservazione, come per esempio la conservazione delle cellule embronali. Ci sono anche degli studi per sviluppare (o migliorare le attuali tecniche per) la conservazione dei tessuti, ma non c’è al momento nulla di significativo relativo alla crioconservazione di un intero corpo umano, cosa che è per ora relegata al solo ambito della letteratura fantascientifica.

E in Italia?

Misfits of science cast completo
Il cast di Misfits of Science al completo nel primo episodio della serie

La serie, prodotta dalla Universal, venne mandata in onda dal 4 ottobre 1985 al 21 febbraio 1986 sulla NBC per un totale di 16 episodi, pilot incluso.
Le serie venne portata anche in Italia: il primo episodio fu mandato in onda il 6 marzo del 1986 su Euro TV, all’epoca un network di reti televisive locali (cittadine o regionali) che, in porzioni specifiche della giornata, trasmettevano gli stessi programmi alle stesse ore all’interno della programmazione regolare.

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università  della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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