Scoperte

I tre misteri di Sirio

La stella più brillante del cielo notturno è Sirio: andiamo a scoprire alcune curiosità sul suo conto.

La stella Sirio è la più brillante del cielo del nostro emisfero. Situata all’interno della costellazione del Cane Maggiore, è nota anche con il nome di Canicola, sostantivo che viene in genere associato a un grande caldo, poiché sorge e tramonta con il Sole tra il 24 luglio e il 26 agosto, il periodo più caldo dell’anno. Questa stella non è particolarmente luminosa intrinsecamente, ma con una massa e raggio di circa due volte quelle del Sole e una luminosità di 22 volte quella della nostra stella appare così brillante perché dista “solo” 8.6 anni luce,  ed è la quinta stella più vicina a noi. Questa notevole vicinanza fa sì che il suo moto nel cielo sia apprezzabile.
Edmond Halley, nel 1718, confrontando la distribuzione delle stelle attorno a Sirio con quelle determinate da Tolomeo si accorse che la stella si era spostata di una quantità pari al diametro apparente della Luna in 1800 anni.
E qui cominciano i tre misteri di Sirio. Il primo riguarda il compagno invisibile.

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Il moto apparente di Sirio. Crediti: Mike Guidry, Università del Tennessee dal libro dello stesso autore Stars and Stellar Processes

Grazie a misure più raffinate dello spostamento, l’astronomo tedesco Friedrich Bessel notò che la traiettoria della stella non è lineare, ma sinusoidale, portandolo alla conclusione dell’esistenza di un compagno invisibile (il primo caso di materia oscura!) nel 1844. Tale compagno (chiamato Sirius B) è una nana bianca con massa pari a quella del Sole ma con diametro circa quello della Terra. La densità risulta dunque 200.000 volte quella del nostro pianeta, una tonnellata per centimetro cubico: un cubo grande quanto  una zolletta di zucchero pesa come un’automobile.

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Sirius A e Sirius B (il puntino in basso a sinistra) riprese da Hubble

Il secondo riguarda il colore. Tolomeo e altri testi Romani (Cicerone, Arato, Seneca e Germanico) descrivono Sirio come una stella di spiccato colore rosso mentre attualmente è di un bianco quasi abbagliante. Gli astronomi sono dubbiosi sul fatto che essa possa aver cambiato colore in cosi poco tempo (astronomicamente parlando) ma non ci sono ipotesi credibili per spiegare questa discrepanza.
Il terzo mistero riguarda il fatto che negli anni Trenta un antropologo, visitando nel Mali il gruppo etnico dei Dogon, scoprì che questi erano a conoscenza dell’esistenza della compagna di Sirio, scatenando così le ipotesi più bizzarre fino a supporre un contatto dei Dogon con gli extraterrestri! In realtà è probabile che i Dogon abbiano appreso di questo compagno da una precedente spedizione astronomica che era andata in quelle zone per osservare un’eclisse di Sole nel 1893.

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Scritto da

Sandro Bardelli Sandro Bardelli

Ricercatore astronomo presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Bologna. Il suo ambito di ricerca è la cosmologa osservativa, la struttura su grande scale dell’Universo e l’evoluzione delle galassie, tramite grandi survey spettroscopiche e immagini da satellite. Ha usato i maggiori telescopi ottici, radio e nella banda X e ha lavorato all’Osservatorio di Meudon/Paris, all’Osservatorio di Trieste eall’ESO (Germania). È autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche. Inoltre è il responsabile per la didattica e la divulgazione presso l’Osservatorio Astronomico di Bologna e cura eventi, lezioni e corsi di aggiornamento per insegnanti.

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