Risate spaziali

Magie relativistiche

E adesso chi ci ferma?

Alla velocità della luce

Che cosa pensereste se vi dicessi che è possibile raggiungere la stella Alpha Centauri, che si trova a circa quattro anni luce da noi (più precisamente 4,37 anni luce), in meno di un mese? Probabilmente mi prendereste per pazzo, o pensereste che non sappia fare una semplice divisione. A prima vista sembra impossibile: se la luce impiega più di quattro anni per raggiungere Alpha Centauri, come è possibile arrivarci in meno tempo, visto che nessun oggetto dotato di massa può raggiungere, tantomeno superare, la velocità della luce?
Spesso, quando si parla di questi argomenti, si dimentica che quel tempo è misurato dal punto di vista di noi che restiamo sulla Terra, mentre l’esperienza di chi viaggia su un’astronave a velocità prossime a quella della luce può essere radicalmente diversa.
Supponiamo di essere astronauti in viaggio verso Alpha Centauri a una velocità pari al 99,99% di quella della luce. Se, per semplicità, immaginiamo che l’astronave mantenga questa velocità per tutto il tragitto, usando la relatività speciale di Einstein, con le sue dilatazioni temporali e le sue contrazioni spaziali, troviamo che arriveremmo a destinazione in meno di 23 giorni, mentre per i nostri familiari e amici rimasti sulla Terra sarebbero passati quattro anni e quattro mesi.
Idealmente il tempo trascorso dagli astronauti si può rendere piccolo a piacere: basta aumentare la velocità avvicinandola sempre di più a quella della luce. Se aumentassimo la velocità della nostra astronave al 99,999% di quella della luce, arriveremmo ad Alpha Centauri in circa una settimana.
Tutto questo, però, vale solo in teoria. Nella realtà dovremmo prima accelerare l’astronave fino a quelle velocità e poi rallentarla, se non vogliamo limitarci a fare un rapido saluto di qualche secondo passando in prossimità della stella. Tutto questo richiederebbe tecnologie che al momento non possediamo, oltre a un’enorme quantità di energia per garantire accelerazione e decelerazione.
Per quanto folle possa sembrare, però, c’è chi studia davvero la fattibilità di missioni spaziali a velocità relativistiche. Un esempio è il progetto Breakthrough Starshot, che prevede minuscole vele spaziali, senza equipaggio, spinte da un gigantesco sistema di laser sulla Terra. La velocità finale prevista sarebbe “soltanto” il 20% di quella della luce. Se una sonda di questo tipo fosse abitata, il viaggio durerebbe circa 21 anni e mezzo per l’equipaggio, contro i quasi 22 anni trascorsi sulla Terra. Almeno non si verrebbero a creare differenze di età esagerate.

Add Comment

Click here to post a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scritto da

Categorie