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The Passenger, per esploratori dell’universo

Riflessioni sull'esplorazione della spazio, tra passato e futuro, in un volume particolare all'interno della serie The Passenger di Iperborea.

The Passenger Spazio CoverLa serie di volumi da libreria The Passenger di Iperborea racconta, in ogni numero, una diversa destinazione di viaggio. Regioni come la Puglia o la Sicilia, città come Londra, stati-nazione come la Corea del Sud, regioni geografiche come il Mediterraneo o il più generico Oceano. E poi c’è un volume che spicca più di altri, dedicato allo Spazio.
Il volume, uscito ad aprile 2021, è una raccolta di articoli e saggi di giornalisti e scrittori, gente come Jo Marchant, Rvka Galchen, Ross Andersen, Frank Westerman, Andri Magnason, Paolo Giordano, Lauren Groff ed Elmo Keep. A questi articoli, tratti per lo più da saggi degli stessi o da articoli usciti su riviste, la redazione di The Passenger ha aggiunto un articolo del musicista Giorgio Sancristoforo e un’intervista, condotta da quest’ultimo, a Maximiliano Isi del MIT. I vari articoli, poi, sono intervallati da box, digressioni, schede astronomiche curate da Emanuele Menietti. Il tutto composto e pensato per fornire una visione quanto più completa dello spazio e di come viene visto alle soglie del nuovo periodo storico di tensione che stiamo vivendo.
In quest’ottica, infatti, i due articoli più interessanti sono Primo contatto di Andersen, vicedirettore di The Atlantic, e C’eravamo tanto odiati di Westerman, giornalista, che affrontano rispettivamente le ricerche spaziali in Cina e Russia.
La prima cosa che colpisce dalle due esperienze è il maggiore dinamismo e intraprendenza della Cina rispetto alla Russia nell’esplorazione dello spazio e nello studio dell’universo. L’articolo di Andersen, infatti, pur concentrandosi sulle ricerche relative a segnali provenienti da vita intelligente extraterrestre, mostra comunque l’attitudine degli scienziati cinesi a guardare al futuro, ma anche a collaborare, nonostante le tensioni politiche, con gli scienziati europei e occidentali in generale.
L’articolo di Westerman, partendo dal primo astronauta a “camminare” nello spazio, Aleksej Leonov, traccia un po’ una storia dell’esplorazione spaziale in generale e di quella sovietica in particolare, anche dal punto di vista della sfida politica, che non rendeva certo semplice la vita a quegli scienziati e astronauti che credevano nella collaborazione internazionale. L’atmosfera dell’articolo, però, è soprattutto nostalgica, più che rivolta al futuro come nel caso del contributo di Andersen, ma d’altra parte sembra costruito per condurre il lettore verso la riflessione finale relativa al nostro pianeta, ben sintetizzata dalle parole di André Kuipers riportate nel testo:

Dobbiamo avere cura del nostro pianeta e fare un uso sostenibile delle sue risorse. Non abbiamo un pianeta B.(1)Traduzione di Raffaele Petralla

Questo porta in maniera quasi automatica a L’asteroide siamo noi di Magnason, scrittore e ambientalista, una interessante sequenza di riflessioni sul nostro pianeta, su come lo stiamo vivendo, e su come, tra le altre cose, ci siamo staccati da una delle attività che ci permetteva, anche senza uscire dai confini della nostra gravità, di mettere tutto in prospettiva: guardare il cielo stellato. In un certo senso l’articolo cerca di costruire un ponte emotivo con le meraviglie dell’universo per spingere il lettore a comprendere quanto sia importante avere cura del nostro pianeta, proprio come ricordato dalle parole di Kuipers e di quasi tutti gli astronauti saliti fino alla Stazione Spaziale Internazionale.
Ovviamente non sono gli unici temi trattati: il volume, oltre a fornire spunti sulla difesa planetaria o sulla futura colonizzazione della Luna, si lancia ancora più in là nel futuro, con l’idea della colonizzazione di Marte, oscillante tra sogni e speranze e ciò che, in realtà, si può realmente fare. In questo senso è significativo Era tutto pronto di Elmo Keep, scrittrice e giornalista, che racconta la storia di quella che oggi chiamiamo come la truffa di Mars One, ma che in effetti fu, forse, un progetto più grosso di quel che ci si poteva permettere e che si sostenne proprio grazie ai sogni e alle speranze delle persone che aderirono al quel progetto: diventare i primi coloni di Marte.
Lo Spazio, quindi, non solo come luogo da conquistare, ma anche come un modo per mettere sotto una prospettiva diversa il nostro modo di vivere sul pianeta.

Abbiamo parlato di:
The Passenger. Spazio.
AA.VV.
Iperborea, aprile 2021
192 pagine, brossurato – € 19.5
ISBN: 9788870919929

Note

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1 Traduzione di Raffaele Petralla

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università  della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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