Il rapporto tra grandi infrastrutture scientifiche e il territorio che le ospita non è sempre semplice. Lo dimostra la costruzione del Large Binocular Telescope in Arizona (USA) conclusasi nel 2008 che ha aperto il primo grande dibattito sulla legittimità (e la necessità) dell’installazione di grandi infrastrutture scientifiche. Lo strumento, la cui realizzazione ha richiesto 12 anni, sorge sul Monte Graham, luogo di grande valore culturale e religioso per la comunità degli Apache. Da allora, la comunità scientifica ha posto sempre più attenzione a queste dinamiche, attraverso azioni simboliche o concrete, come usare nomi Mapuche per gli strumenti del Very Large Telescope in Cile. In questo scenario anche INAF ha fatto la sua parte, lavorando sulla sensibilizzazione dell’argomento con attività di dibattito sulla tematica rivolte sia alla comunità scientifica che alla società in generale. Ma non solo, anche in contesti locali come la Sardegna, l’INAF sta sperimentando nuovi modelli di dialogo tra la scienza e il territorio.
Il contesto di SRT
Nel panorama italiano, un esempio recente di relazione in evoluzione tra società e scienza è rappresentato dal Sardinia Radio Telescope (SRT). Costruito nell’entroterra cagliaritano, lo strumento rappresenta un’eccellenza a livello tecnologico, essendo il più grande e sensibile telescopio sul suolo nazionale, coinvolto in svariate collaborazioni internazionali.
Tuttavia, il rapporto tra la comunità scientifica che orbita intorno a SRT e gli abitanti del territorio che lo ospita, il Gerrei, è stato travagliato e complesso. Il Gerrei è un territorio a prevalenza rurale, con un basso sviluppo a livello economico-sociale. Il ridotto livello di interferenze radio derivante dalla bassa densità abitativa è stato uno dei motivi di scelta di questo territorio per la costruzione di un radiotelescopio. Ma, come per LBT, la costruzione dello strumento è stata da molti percepita come imposta e raramente condivisa dai suoi “vicini di casa”. Per anni SRT è stato accolto con diffidenza e circospezione, elementi che hanno contribuito a creare una distanza sempre più ampia tra la scienza e il territorio che la ospita.
Fin da subito è apparsa chiara la necessità di ricucire questo legame attraverso azioni concrete capaci di costruire terreni fertili per il dialogo, lo scambio e la condivisione di prospettive. Una di queste iniziative si chiama Gerrei AstroFest.
Il Gerrei AstroFest
Il Gerrei AstroFest rappresenta la principale e più importante iniziativa di confronto con il territorio intrapresa da INAF – Osservatorio Astronomico di Cagliari. Le prime tre edizioni del festival (2022, 2023 e 2025) si sono svolte nelle piazze, strade, sagre e feste di paese dei comuni del Gerrei: giornate in cui la scienza è uscita dai luoghi canonici per incontrare cittadini e cittadine, attraverso laboratori per bambini, mostre, spettacoli e conferenze divulgative.
Il 2026 ha visto un’edizione tutta speciale: da marzo a maggio alunni e alunne degli istituti comprensivi di Senorbì (plesso di San Basilio) e di San Nicolò Gerrei sono stati i protagonisti indiscussi, attraverso un progetto intitolato Il cielo in classe. Le attività sono nate dalla co-progettazione tra docenti e un gruppo di ricercatrici INAF, mettendo al centro sia gli obiettivi didattici delle classi che le attitudini e le competenze di insegnanti e studenti. L’obiettivo finale del progetto era la realizzazione di un piccolo manufatto a tema astronomico, concettuale o fisico. Questa impostazione ha lasciato spazio a temi e modalità molto diverse tra loro: c’è chi ha prodotto improvvisazioni musicali legate a oggetti astronomici, chi un video in stop-motion che narrasse la nascita dell’Universo, chi un modellino del sito di SRT, chi una rappresentazione teatrale degli esopianeti, solo per citarne alcuni. Le parole chiave sono state multidisciplinarietà e interattività, per dare modo a tutti e tutte di trovare la propria modalità di partecipazione. Ne sono risultati 25 progetti realizzati da classi che vanno dall’infanzia alla secondaria di primo grado, tutti diversi e originali nella loro unicità.

Parlare di astronomia per costruire relazioni
Sebbene a prima vista l’astronomia possa apparire come obiettivo principale del progetto, essa non è stato altro che un espediente efficace per offrire opportunità educative e creare trame di relazioni che affondano le radici nelle scuole, diramandosi poi nelle case per arrivare alle famiglie e alla comunità intera. A concretizzare tutto ciò è stato il grande evento finale di restituzione, svoltosi lo scorso 16 maggio ai piedi di SRT. In quell’occasione il sito ha accolto circa 250 alunni e alunne, con i loro docenti e familiari. Nell’arco della mattinata ogni classe ha presentato il frutto di un duro lavoro durato settimane. Il centro visite del radiotelescopio si è riempito così di sguardi orgogliosi di genitori e docenti, e sorrisi emozionati dei nostri giovani ambasciatori e ambasciatrici della scienza. È stata una grande festa che ha trasformato SRT da strumento all’avanguardia per l’astrofisica di frontiera, ad ambiente familiare, accogliente, parte integrante della comunità.

Una comunità, un futuro educativo da costruire insieme
Il successo dell’edizione 2026 del Gerrei Astrofest trova la sua conferma più grande nei riscontri della comunità scolastica che è stata protagonista dell’iniziativa. Da un lato, i docenti hanno espresso un profondo apprezzamento per l’opportunità di valorizzare e far conoscere una risorsa del proprio territorio. Un punto di vista che riflette l’obiettivo cardine di offrire nuove opportunità educative di alto livello in contesti rurali, riducendo il divario culturale rispetto ai grandi centri urbani. Dall’altro, i commenti ricevuti da studenti e studentesse raccontano grande soddisfazione e coinvolgimento durante il momento della restituzione: poter mostrare e raccontare alla propria famiglia il frutto del proprio lavoro, all’ombra del grande radiotelescopio, ha trasformato l’esperienza in gioia condivisa. È la dimostrazione che quando la scienza si mette al servizio della comunità diventa patrimonio e risorsa del territorio stesso.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma l’iniziativa ha gettato basi solide e profonde per un cambio di prospettiva che passa attraverso le trame di relazioni tra SRT e il Gerrei che nascono e crescono all’interno delle aule scolastiche per approdare sotto la grande parabola.




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