Foto dell’Ammasso Globulare di Ercole, realizzata con due ore e mezza di segnale. Per non far bruciare il nucleo ho effettuato 306 (originariamente 360) foto di 30 secondi. Con mia grande meraviglia si è manifestata l’elica (Y – nel cerchio rosso nella seconda foto) di cui non avevo notizia. Documentandomi ho appreso che non è facilissima da registrare, in quanto se la luce raccolta è eccessiva “scompare” e se troppo poca non si vede.

L’ammasso globulare M13 è uno degli ammassi globulari più brillanti e conosciuti del cielo settentrionale. Questa scintillante metropoli di stelle è facilmente individuabile nel cielo invernale nella costellazione di Ercole e può essere intravista anche a occhio nudo in cieli bui.
M13 ospita oltre 100.000 stelle e si trova a una distanza di 25.000 anni luce. Queste stelle sono così concentrate in un ammasso sferico, di circa 150 anni luce di diametro, che trascorreranno tutta la loro vita ruotando attorno ad esso(1)Fonte: ESA Hubble
Dati dell’immagine:
Vixen R200SS, Telextender 1.4, Zwo 2600MC, filtro Optolong L-Quad; montatura equatoriale;
Light: 306 x 30s., bias, flat e dark;
Software: Pixinsight (utilities RC Astro) e Lightroom;
19 maggio 2025
Scicli, Sicilia
L’elica di M13: una caratteristica distintiva della galassia globulare

L’elica è una configurazione spostata verso sud-est rispetto al nucleo di M13, che appare come tre bande di polvere scura convergenti in un punto comune.
Le corsie sono sfalsate l’una rispetto all’altra di 120° ed è proprio questa regolarità a creare il disegno che ricorda un’elica.
La caratteristica fu segnalata per la prima volta intorno al 1850 da Bindon Stoney, un astronomo che collaborava con William Parsons, terzo conte di Rosse, al castello di Birr a Parsonstown, in Irlanda.
Il suo disegno iniziale dell’elica ne esagerava notevolmente il contrasto, facendola apparire come una parte ben visibile e di spicco dell’oggetto sferico(2)BBC SkyatNightMagazine
Per vedere la foto nel formato originale, vai sul nostro album flickr dedicato



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