I ricordi di...

...Anna Wolter

Riccardo Giacconi durante la sua presentazione rievoca lo storico volo del 1962, che segnò l’inizio dell’astrofisica moderna; i dati che mostra nel grafico portarono alla scoperta di Scorpius X-1, la prima sorgente extrasolare di raggi X, e del fondo di radiazione cosmica nei raggi X. (Crediti: Luigi Stella)

...Luigi Stella

Foto di gruppo del Congresso "X-ray Astronomy: towards the Next 50 Years” (Milano 1-5 ottobre 2012) per celebrare 50 anni di Astronomia X a 10 anni dal Premio Nobel di Riccardo Giacconi. Il congresso mirava a dare una panoramica dei risultati ottenuti nel campo, focalizzandosi quindi sui principali problemi ancora aperti e sulle prospettive future. (Crediti: Luigi Stella)

...Gianpiero Tagliaferri

A Tremezzo nel giugno 1995 Riccardo e Mirella Giacconi con Hebert Gursky durante il congresso organizzato per discutere, con alcuni rappresentanti dell'industria, della politica e della scienza italiane, della possibilità di costruire un satellite di piccole dimensioni. È una delle prime proposte del Wide Field X-ray Telescope. (Crediti: Luigi Stella)

...Giovanni Pareschi

Particolare: foto di gruppo - Riccardo dimostra la sua impazienza nei confronti del fotografo. Ma è chiaramente felice dell'attenzione a lui dedicata. (Crediti: Gabriele Ghisellini)

...Oberto Citterio

Foto della scuola di Varenna organizzata nel 1965 da Riccardo Giacconi - cortesia di Alvio Renzini

...Alvio Renzini

Il mio ricordo più bello di Riccardo è nell’occasione in cui mi assunse come VLT Program Scientist e mi disse: “When you don’t know what to do ask yourself ‘What is better for Science? Cosa è meglio per la Scienza?'”

...colleghi INAF

I ricordi personali di chi ha conosciuto e lavorato con il premio Nobel 2002 per la Fisica e ha voluto testimoniarlo qui, sulle pagine di Media Inaf: Salvatore Sciortino, Sperello di Serego Alighieri, Gianni Zamorani, Piero Rosati, Stefano Borgani, Roberto Gilli, Maurizio Paolillo e Paolo Tozzi

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...PIero Rosati

...Giuseppina Fabbiano

Bianucci intervista Giacconi

Il 3 ottobre 2012, nella suggestiva cornice dell’Osservatorio Astronomico di Brera dell’INAF, il Nobel Riccardo Giacconi ha ripercorso, insieme al giornalista scientifico Piero Bianucci, la storia degli esordi dell’astronomia X.

Media INAF intervista Giacconi

In quest’intervista raccolta nel 2009 da MediaInaf Tv, il Premio Nobel Riccardo Giacconi ricorda l’epoca pionieristica dei primi lanci nello spazio di strumenti per l’astronomia X e parla del Nobel.

L’atmosfera interna era molto favorevole alla ricerca. C’era un clima di fiducia reciproca e di razionalità. Secondo me questo è un elemento essenziale perché l’attività di ricerca si svolga nel migliore dei modi: deve prevalere un clima di razionalità. In un’atmosfera feudataria, autoritaria, oppure dove ci sia troppa burocrazia, dove la gente ha paura di perdere il posto, in cui i capricci personali prevalgono, in cui la misura del successo è una misura di valutazione personale invece che obiettiva, i ricercatori lavorano molto male, perché alla fin fine gli scienziati sono come bambini, sono curiosi e hanno bisogno di un clima che sia favorevole al loro lavoro. Questo è un atteggiamento che io cerco sempre di tenere presente, cerco cioè di creare un’atmosfera di consensualità in cui anche i sacrifici sono accettati perché si capisce perché vengono richiesti. Non è che io rinunci al ruolo di dirigere, ma cerco di farlo motivando le mie decisioni. E credo che i maggiori picchi di ricerca si raggiungano quando si riesce localmente a stabilire un clima di ricerca razionale. È possibile che un sistema locale razionale e un ambiente esterno irrazionale coesistano, ma è possibile solo per poco tempo.

 

Da “L’occhio nel cielo”, 1987, R. Giacconi, Montedison, pag. 27

CRONOLOGIA

1931 – Nasce a Genova il 6 ottobre, figlio unico del padre Antonio. La madre, Elsa Canni, è docente di matematica e fisica presso il Liceo Vittorio Veneto di Milano, liceo che lui stesso frequenterà.

1954 – Si laurea in Fisica (all’epoca e ancora per molto tempo il più elevato titolo di studi riconosciuto in Italia) all’Università degli Studi di Milano, con il gruppo di Giuseppe Occhialini, lavorando con la camera a nebbia – ancora conservata dall’Università.

1956 – Si trasferisce, su consiglio di Occhialini, negli Stati Uniti d’America, con una borsa Fulbright, prima alla Indiana University e poi alla Princeton University per lavorare al Princeton Cosmic Ray Laboratory ove lavora sui mesoni e la ricerca di nuove particelle.

1959 – Riceve un’offerta di lavoro dall’American Science and Engineering (Cambridge, Massachusetts) per avviare un programma di ricerche spaziali. Su consiglio di Bruno Rossi decide di concentrarsi sulle osservazioni alle lunghezze d’onda dei raggi X. Di fatto, questa decisione segna l’inizio dell’Astronomia a Raggi X.

1962 – Riesce a far lanciare dal Ministero della Difesa USA il razzo Aerobee che porta a bordo tre contatori Geiger dotati di anticoincidenza. L’articolo che riporta i risultati del volo – “Evidence for X-Rays from Sources outside the Solar System”, di Giacconi, Gursky, Paolini e Rossi – contiene la figura forse più famosa: quella che illustra la scoperta della prima sorgente extra-solare, Sco X-1, e del fondo cosmico di raggi X.

1970 – Sviluppa il satellite Uhuru, che in swahili significa libertà, con il finanziamento della NASA, e si adopera per utilizzare la piattaforma italiana San Marco, in Kenya, diretta del Prof. Luigi Broglio, in modo da raggiungere un’orbita equatoriale con un razzo più piccolo. Si realizza la prima mappa del cielo nei raggi X con 339 sorgenti distinte e i primi buchi neri.

1973 – Con il suo gruppo si sposta all’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts (USA). Come Associate Director sviluppa e lancia, nel 1978, il primo telescopio per Astronomia X, l’osservatorio Einstein. Il lavoro di pianificazione, organizzazione e archivio dei dati di Einstein diviene lo standard di accesso “aperto” ai dati che ora è utilizzato diffusamente dalla NASA.

1976 – Insieme con Harvey Tananbaum propone il successore di Einstein, che sarebbe volato due anni dopo! Sarà il satellite Chandra, che richiede circa vent’anni per essere sviluppato.

1981 – Visto il ritardo nella progettazione di Chandra (allora chiamato AXAF), si sposta a Baltimora dove diviene Direttore dello Space Telescope Science Institute dove gestisce e supervisiona il lancio del telescopio spaziale Hubble dalla NASA/ESA.

1990 – Primi articoli (Giacconi & Burg 1990Giacconi 1990, Burg, Burrows & Giacconi 1990) sul concetto di ottiche X a largo campo. Il telescopio che non riesce a costruire: il Wide Field X-ray Telescope.

1991 – Accetta una cattedra per chiara fama in Astrofisica  all’Università degli Studi di Milano.

1993 – Diviene Direttore Generale dell’ESO, dove porta le moderne tecniche di gestione e del trattamento aperto e condiviso dei dati. Durante la sua direzione l’NTT viene perfezionato e l’ambizioso progetto del VLT viene realizzato. I primi due telescopi dei 4 UT da 8,2 metri del VLT vedono la prima luce prima della fine del suo mandato.

1997 – Partecipa allo studio di fattibilità di un satellite Wide Field, WAXS, promosso e guidato da Guido Chincarini e sottoposto all’ASI; il progetto viene finanziato per la fase A, ma non selezionato per il lancio.

1999 – Torna negli USA come professore alla Johns Hopkins University

1999 – Assume la Presidenza dell’Associated University Incorporated dove si occupa, tra l’altro dell’Atacama Large Millimiter-Submiliilmeter Array (ALMA).

2002 – Viene insignito del Premio Nobel per la Fisica: “per i contributi pionieristici all’astrofisica, che hanno portato alla scoperta delle sorgenti cosmiche di raggi X.”

2012 – Partecipa come ospite d’onore alle conferenze per la celebrazione dei 50 anni dell’Astronomia X a Mykonos e Milano.

2018 – Muore a S. Diego il 9 dicembre.

L’asteroide 3371 Giacconi porta il suo nome. I premi, i riconoscimenti e le lauree honoris causa ricevute in vita sono numerosi.

Riccardo Giacconi in una pausa della riunione di Tremezzo, giugno 1995. (Crediti: Luigi Stella)

Bibliografia

“Secrets of the Hoary Deep”, 2008, R. Giacconi, Johns Hopkins University Press

“Revealing the Universe” 2001 W. Tucker, K. Tucker, Harvard University Press

“Exploring the Universe: a Festschrift in Honor of Riccardo Giacconi”, 2000. H. Gursky, Ruffini and L. Stella (Editors), Advanced Series in Astrophysics and Cosmology, Vol. 13, World Scientific

“L’occhio nel cielo” R. Giacconi, 1987, Montedison

“L’universo in raggi X” 1985 R. Giacconi, W. Tucker, Mondadori-EST

“Glimpsing an invisible universe” 1983 R.F. Hirsh, Cambridge Univ. Press

Considerations on X-ray astronomy: A start in X-ray astronomy“, 2013 R. Giacconi, Mem.SAIt, Vol. 84 n. 3, 2013

Le lezioni

Nel 1991 l’Università degli Studi di Milano chiama Riccardo Giacconi a ricoprire la cattedra di Astronomia, per chiara fama.

Riportiamo qui l’audio e alcune delle diapositive usate durante le prime lezioni.

4 marzo 1991 Introduzione – Come nasce l’astronomia X – quali sono le sorgenti di raggi X – di cosa tratterà il corso

Voci di Riccardo Giacconi e Luigi Stella

6 marzo 1991 Storia dei raggi  X

Voce di Riccardo Giacconi

Guarda le slide della lezione

8 marzo 1991 Storia dell’Astronomia X

Voce di Riccardo Giacconi

Guarda le slide della lezione

Documenti di Elsa Giacconi, di proprietà dell’Università degli Studi di Milano – Biblioteca di Fisica. Archivio G. Occhialini

Raccolta dei materiali a cura di
Anna Wolter
Luigi Stella

Grafica a cura di
Laura Barbalini